Javier Cercas – La velocità della luce, ed. Guanda, 2006

Stavolta vi parlo del primo libro che ho letto dello scrittore catalano Javier Cercas, La velocità della luce. Cercas è uno degli scrittori spagnoli contemporanei di maggior spicco nel panorama letterario internazionale; i suoi libri oscillano tra realtà documentata e finzione letteraria, come ad esempio i pluripremiati I soldati di Salamina e la trilogia di Terra Alta.
Ambientato verso la fine degli anni 80, possiamo certamente considerare La velocità della luce come una sorta di racconto autobiografico dello stesso autore. Scritto in prima persona, il romanzo vede come protagonista un giovane che sogna di diventare scrittore; il suo migliore amico, Marcus, aspira invece a divenire un pittore famoso. Decisi a inseguire i loro sogni, i due ragazzi decidono di lasciare Girona per trasferirsi a Barcellona, tuttavia, una volta lì devono accontentarsi di lavoretti che a malapena gli permettono di mantenersi. Un giorno però incontrano Marcelo Cuartero, un insegnante di letteratura alla Università Autonoma, che propone al protagonista di partire per Urbana, un paesino nell’Illinois, per un incarico annuale in qualità di docente madrelingua di spagnolo. Consapevole del fatto che per scrivere bisogna innanzitutto viaggiare, egli accetta l’offerta di Cuartero. Diversamente da quanto immaginava, però, si ritrova in un paesino piccolo e isolato; dopo un primo momento in cui si sente completamente spaesato, col passare dei giorni riesce a stringere amicizia con i ragazzi del posto. Il giovane fa inoltre la conoscenza di Rodney Falk, un insegnante con un passato di guerra in Vietnam. Timido e bizzarro, Rodney non ha amici ed è oggetto di molti pregiudizi, tra i quali quello di aver ottenuto la cattedra in quanto veterano di guerra. Dopo un primo incontro in cui i due si scontrano a proposito di Hernest Hemingway, per il quale Rodney nutre una profonda ammirazione, tra il ragazzo e lo strano professore nasce una bella amicizia. Ad un certo punto però Rodney sparisce misteriosamente e l’amico si mette subito sulle sue tracce, tanto che la ricerca della verità diventa quasi un’ossessione per lui. Nel frattempo, egli raggiunge il successo come scrittore, anche se ciò lo condurrà in una spirale autodistruttiva dalle conseguenze imprevedibili, proprio come lo stesso Rodney.
La velocità della luce è un romanzo coinvolgente, complice anche lo stile compositivo spontaneo e non ricercato, lo dimostrano le numerose ripetizioni di frasi e modi di dire proprio tipici della lingua colloquiale. L’abilità dello scrittore catalano è quella di saper intrigare il lettore con la misteriosa figura di Rodney e allo stesso tempo di mettere in luce tutte le debolezze umane. Non è una lettura adatta a chi cerca solo del semplice svago: è infatti un libro profondo, poiché i temi che vengono toccati (e il modo in cui Javier Cercas li affronta), inevitabilmente portano chi legge il libro a riflettere sulla complessità della psiche umana e sull’effetto che le conseguenze di certi eventi o azioni possono avere su di essa. La storia di Rodney, ad esempio, mostra come la guerra possa far assuefare l’uomo all’ orrore e alla morte e a desiderare il dominio sugli altri, mentre il percorso di vita del narratore palesa come la fama e il successo spesso inducono chi li vive a un’esistenza fatta di eccessi e priva di ogni valore morale. Tanto Rodney che il protagonista si trovano a sperimentare anche il senso di colpa. Al centro del libro comunque rimane saldo il valore della vera amicizia, al quale il protagonista si aggrappa con tutte le sue forze soprattutto nei momenti più critici. Un libro che consiglio assolutamente; leggerlo non vi lascerà indifferenti.
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